Cos'è il setting in psicologia e a cosa serve

Il setting terapeutico rappresenta l'ambiente e le condizioni in cui avviene la terapia psicologica, adattato alle esigenze individuali del paziente. Scopri di più sul suo significato, le sue caratteristiche e l’importanza di creare l’ambiente ideale per affrontare un percorso di crescita personale.

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cos'è il setting in psicologia

Hai mai sentito parlare del termine "setting" in psicologia? Questo concetto, sebbene poco conosciuto, riveste un ruolo fondamentale per il successo degli interventi psicologici. Nel nostro articolo, esploreremo in dettaglio cos'è il setting, le sue caratteristiche e forniremo consigli pratici per creare le condizioni ottimali per affrontare con successo il tuo percorso di crescita personale.

Setting terapeutico: di cosa si tratta?

Derivato dall'inglese "to set", che significa letteralmente "sistemare" o "fissare", il setting terapeutico indica l'insieme di tutte le condizioni necessarie per condurre un intervento di supporto psicologico o psicoterapia in modo ottimale. Il setting in psicologia pertanto, rappresenta la cornice essenziale che delinea le caratteristiche fondamentali di una relazione terapeutica efficace, la quale mira ad assistere il paziente nel raggiungimento dei suoi obiettivi per migliorare il proprio benessere psicologico.

All'interno del setting terapeutico, una vasta gamma di fattori, alcuni evidenti e altri meno noti, è attentamente gestita dal professionista per facilitare l'intervento terapeutico. Questo ambiente non solo favorisce il successo della terapia, ma distingue anche la relazione paziente-terapeuta da altre interazioni quotidiane.

che cos'è il setting terapeutico in psicologia

Elementi del setting in psicologia

Riassumiamo nella tabella seguente i concetti principali riguardanti il setting in psicologia:

Elemento del setting terapeuticoDescrizione
Origine e storiaIl concetto di setting terapeutico è stato introdotto e dibattuto fin dai tempi di Sigmund Freud, il quale forniva precise regole ai suoi pazienti, incluso l'utilizzo della posizione sdraiata su un lettino.
Componenti principaliIl setting comprende l'ambiente fisico, le regole e le modalità di lavoro stabilite dal terapeuta, che possono variare a seconda dell'approccio terapeutico e del tipo di terapia, che sia individuale, di coppia, familiare, con bambini o di gruppo.
Variazioni e adattamentiIl setting può subire variazioni e adattamenti in termini di tempistiche, prezzo, metodi e strumenti utilizzati, al fine di rispondere in modo efficace alle esigenze specifiche del paziente e del contesto terapeutico.
Accoglienza e sicurezzaOltre a stabilire le regole e i confini dello spazio di lavoro, il setting deve creare un ambiente accogliente e sicuro in cui il paziente si senta a suo agio e possa affrontare il proprio percorso terapeutico in modo positivo.
Negoziazione e consenso informatoTutti i dettagli del setting terapeutico vengono contrattati tra il terapeuta e il paziente e vengono esplicitati nel consenso informato, assicurando così una chiara comprensione reciproca delle aspettative e dei limiti della relazione terapeutica.

Il significato di set e di setting in psicologia

Il setting in psicologia si distingue da un termine più comune, ma usato in contesti differenti: il set. Il termine "set" si riferisce esclusivamente agli aspetti visibili e espliciti del rapporto terapeutico, comprendendo il luogo fisico in cui si svolgono le sessioni e le sue caratteristiche ambientali, come arredamento, odori e illuminazione. D'altra parte, il "setting" abbraccia un concetto più ampio, rifacendosi a uno spazio mentale costituito da elementi invisibili, come le tecniche utilizzate dallo psicologo o dallo psicoterapeuta.

Quindi, mentre il set è tangibile e include il contesto fisico delle sedute, il setting comprende anche aspetti come il tempo, gli obiettivi concordati, la consapevolezza dei ruoli tra terapeuta e paziente e il costo della seduta con lo psicologo. È compito del professionista sanitario definire chiaramente tutti gli elementi che compongono il setting terapeutico, sia che la terapia si svolga in uno studio privato, a domicilio o online. Inoltre, il terapeuta deve essere attento ai feedback e alle reazioni del paziente e preparare le condizioni più adatte per garantire un ambiente terapeutico efficace e confortevole. Le competenze richieste includono:

CompetenzaDescrizione
Adattare il settingProgettare un ambiente terapeutico personalizzato, tenendo conto delle esigenze individuali del paziente e delle specifiche della terapia.
Osservare le reazioni del pazienteMonitorare attentamente le reazioni del paziente all'ambiente terapeutico per comprendere le sue emozioni, il livello di comfort e le dinamiche interne.
Analizzare i comportamenti del pazienteFormulare ipotesi sui comportamenti del paziente e sulle sue modalità di interazione con l'ambiente terapeutico, utilizzando le informazioni raccolte per guidare il processo terapeutico in modo mirato e efficace.

Rottura del setting terapeutico: che cosa succede

La rottura del setting terapeutico, ovvero il superamento dei confini precedentemente stabiliti, può avere conseguenze significative sul percorso di cura. Questa violazione può essere causata sia dal paziente che dal terapeuta stesso e può manifestarsi in vari modi. Da parte del paziente:

  • saltare gli appuntamenti prefissasti;
  • non versare la somma per la prestazione professionale;
  • la famiglia del paziente contatta lo psicologo per ottenere informazione soggette a segreto professionale.

Quando invece è il terapeuta a infrangere le regole del setting, si parla di vera e propria mal-practice clinica, che può andare oltre al più semplice mancato rispetto del Codice Deontologico, mettendo in pericolo lo stesso percorso di cura. La rottura del setting da parte del terapeuta può avvenire nel caso in cui:

  • esprima giudizi personali sul comportamento del paziente;
  • non rispetti l’orario degli appuntamenti;
  • abusi del potere legato alla sua posizione.

Non sono considerate rotture del setting, invece, modifiche apportate alle modalità di intervento, se vengono precedentemente comunicate al paziente. Ad esempio, alcuni approcci prevedono compiti esperienziali che devono essere svolti al di fuori dello studio, magari con il supporto dello psicologo stesso. Un professionista che accompagna il suo paziente agorafobico a fare un giro al mercato non sta rompendo il setting, dal momento che si tratta di una tecnica chiamata esposizione, che fa parte della psicoterapia.

rottura del setting terapeutico

Quando lo psicologo si affeziona al paziente

Un caso particolare di rottura del setting terapeutico si verifica quando lo psicologo sviluppa dei sentimenti verso il paziente. Questa evenienza, che si sviluppa con più facilità nei percorsi di lunga durata, è ovviamente non professionale e da evitare, in quanto rischia di compromettere l'efficacia del percorso terapeutico.

Uno psicologo deve necessariamente mantenere una distanza emotiva, in modo da rimanere obiettivo e prendere decisioni terapeutiche in modo neutrale.

In questi casi il terapeuta ha la responsabilità di gestire i propri sentimenti, ricorrendo eventualmente alla collaborazione con colleghi, in modo da riuscire a portare a termine con efficacia il percorso con il paziente.

La costruzione di un buon setting online

Durante la terapia online, il setting terapeutico rimane un elemento fondamentale, anche se l'ambiente è diverso rispetto agli incontri in presenza. Mentre in un colloquio tradizionale entrambe le persone sono nella stessa stanza, in una relazione terapeutica online il paziente e lo psicologo si trovano in ambienti separati, interagendo attraverso uno schermo. Tuttavia, questo ambiente virtuale continua a influenzare il processo terapeutico, poiché è come se il luogo della terapia fosse condiviso tra paziente e professionista.

Molti pazienti che hanno sperimentato sia la terapia in presenza che quella online, apprezzano il momento in cui entrano fisicamente nello studio dello psicologo. Osservano l'arredamento, la disposizione degli oggetti e l'illuminazione, poiché tutto ciò contribuisce a creare un ambiente sicuro e confortevole che favorisce la terapia.

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Precauzione per un buon setting nella terapia online

Ma quali precauzioni deve prendere chi si avvicina per la prima volta a un percorso psicologico online? Come deve essere l'ambiente? Ecco alcuni suggerimenti:

ConsiglioDescrizione
Scegli una posizione confortevoleOpta per una posizione che ti permetta di essere comodo e rilassato durante tutti i colloqui psicoterapeutici.
Prediligi un ambiente tranquilloAssicurati di scegliere un ambiente tranquillo che possa garantire completa riservatezza durante le sedute.
Tieni vicino un oggetto di confortoAvvicina un oggetto che ti possa dare conforto, come un cuscino comodo, un pacchetto di fazzoletti o un bicchiere d'acqua, per affrontare eventuali emergenze o per ritrovare calma durante la seduta.
Porta con te materiali per prendere appuntiAssicurati di avere con te tutto il necessario per prendere appunti durante le sedute, in modo da poter seguire le indicazioni dello psicologo e ricordare eventuali compiti assegnati.
Sfrutta i vantaggi dello schermoSe ti senti più a tuo agio, considera l'utilizzo dello schermo durante le sedute, che può rendere più facile condividere esperienze anche imbarazzanti e mantenere una certa distanza fisica.
Concediti del tempo per te stesso dopo ogni colloquioDopo ogni seduta, prenditi del tempo per te stesso per elaborare ciò che è emerso durante il colloquio e per riorganizzare le idee in modo da sostenere il tuo processo di cambiamento.

A questo punto, nota tutto ciò che ti è stato utile e cerca di costruire una routine che ti accompagnerà durante tutto il percorso psicologico aiutandoti a sostenere il tuo processo di cambiamento. Se vuoi intraprendere un percorso di psicoterapia con uno psicologo online, puoi iniziare rispondendo al questionario.

Fonti:

  • Acri, Farida, and Camillo Loriedo. "Il setting in psicoterapia: lo scenario dell'incontro terapeutico nei differenti modelli clinici di intervento." (2009)
  • Porcelli, Piero. Medicina psicosomatica e psicologia clinica: modelli teorici, diagnosi, trattamento. Cortina, 2009.
  • Pennella, Angelo R., and Michele Spaccarotella. "Questo non è un gatto. Estraneità e presenza del clinico nel setting psicologico online." Psichiatria e Psicoterapia 40.4 (2021).
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Domenico De DonatisPsichiatra e Direttore Sanitario
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Pescara con il n° 4336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
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