Onicofagia: cos'è e come trattarla

L'onicofagia è un disturbo caratterizzato dall'abitudine compulsiva di mangiarsi le unghie ed è spesso associata a condizioni quali stress e ansia. Questo comportamento può avere implicazioni significative sia dal punto di vista fisico che psicologico.

|
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito
Onicofagia

Cos'è l'onicofagia

L'onicofagia è l'abitudine di mordere e rosicchiare le unghie, a volte anche dei piedi. Questo comportamento può essere lieve o grave, con conseguenze che vanno da un'alterazione estetica fino a infezioni batteriche o virali.

Nei casi più seri, può compromettere la qualità della vita, interferendo con le relazioni sociali e il benessere psicologico. Alcune persone arrivano a danneggiare irreversibilmente le unghie e la pelle intorno, esponendosi a infezioni.

L'onicofagia colpisce il 20-30% degli adulti. Spesso nasce come risposta allo stress e alle emozioni forti. Nei bambini, può essere legata a tensioni familiari o aspettative troppo alte.

Parla della tua ansia con uno psicoterapeuta

Con Serenis puoi trovare uno psicologo specializzato nel trattare l'ansia.

  • Centro medico autorizzato
  • 100% professionisti qualificati
  • Primo colloquio gratuito

Disturbi del controllo degli impulsi

L'onicofagia appartiene alla categoria dei disturbi del controllo degli impulsi, un gruppo di condizioni mediche caratterizzate dall'incapacità di resistere a comportamenti che possono causare danni a se stessi o agli altri. I disturbi del controllo degli impulsi sono caratterizzati da sequenze di azioni e gesti incontrollabili. In genere, sono preceduti da un forte stato d'ansia e seguiti da sentimenti come il rimorso e il senso di colpa. Tra questi disturbi figurano:

  • la tricotillomania, ovvero la tendenza compulsiva a strapparsi i capelli
  • la dermatillomania, che consiste nell'abitudine a grattarsi la pelle fino a provocarsi delle lesioni
  • la cleptomania, ovvero l'impulso incontrollabile a rubare oggetti
  • la piromania, caratterizzata da comportamenti ripetitivi e impulsivi ad appiccare incendi
  • la dipendenza da Internet, aggiunta di recente agli ICD e caratterizzata da un uso eccessivo del web, delle chat, del gioco d'azzardo, del materiale pornografico reperibile in rete
  • la compulsione sessuale, che prevede un impulso maggiore in termini di comportamenti e pensieri basati sul sesso (ipersessualità)

Come accade con la maggior parte dei disturbi appena elencati, l'onicofagia è spesso correlata a stati d'ansia, stress e noia. Il gesto di mordersi le unghie può agire come un meccanismo di compensazione psicologica, essendo in grado di offrire un sollievo momentaneo al paziente. Tuttavia, ciò che ne consegue è il manifestarsi di sentimenti quali frustrazione e angoscia.

Hai a che fare con il disturbo ossessivo-compulsivo?

Un professionista può aiutarti a gestire al meglio questa situazione.

  • Centro medico autorizzato
  • Solo psicoterapeuti (psicologi specializzati)
  • Primo colloquio gratuito

Sintomi dell'onicofagia

L'onicofagia può manifestarsi attraverso una serie di sintomi fisici e psicologici. Tra questi vale la pena menzionare:

  • Unghie danneggiate. Il segno più ovvio ed evidente è il danneggiamento delle unghie delle mani e, più raramente, dei piedi. Queste appaiono irregolari, fragili e spezzate
  • Infezioni. L'onicofagia può causare infezioni batteriche come la paronichia cronica, ma anche virali. Non vanno sottovalutate neppure le possibili infezioni alla bocca, causate dal continuo contatto tra mani e denti
  • Dolore e sanguinamento. Le dita possono presentare lesioni e sanguinamenti frequenti
  • Problemi ai denti. Il contatto costante tra unghie e denti può provocare malocclusioni e seri danni allo smalto dentale
  • Bassa autostima. A volte, chi soffre di onicofagia tende a vergognarsi dell'aspetto delle proprie mani e a limitare i contatti sociali. Dal canto suo, chi vede mani con unghie irregolari o consumate, può pensare che si trovi di fronte a una persona con scarsa autostima, timida, che cerca in tale comportamento una maniera per gestire l'ansia o la rabbia.
Sintomi dell'onicofagia

Cause dell'onicofagia

Le cause alla base di questo disturbo possono essere suddivise in vari fattori: psicologici, genetici e ambientali. 

Come accennato in precedenza, l'onicofagia ha un significato psicologico rilevante, in quanto spesso funge da risposta automatica a stati emotivi intensi. Non è un caso che le persone affette da ansia o dal disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) siano maggiormente predisposte a sviluppare questo comportamento. 

Tra le condizioni psicologiche associate all'onicofagia troviamo il disturbo d'ansia generalizzato, alcuni stati depressivi e il disturbo ossessivo-compulsivo. 

L'origine dell'onicofagia può essere anche genetica. Alcuni studi, infatti, suggeriscono che esiste una predisposizione ereditaria per l'onicofagia. Se un familiare stretto ha questa abitudine, è più probabile che anche altri membri della famiglia la sviluppino nel corso del tempo. Inoltre, è stata riportata una maggiore incidenza tra gemelli monozigoti. Infine, è possibile che alla base di quest'abitudine vi siano anche cause di tipo ambientale. L'onicofagia può essere infatti appresa per imitazione, soprattutto da bambini. 

Hai a che fare con il disturbo ossessivo-compulsivo?

Un professionista può aiutarti a gestire al meglio questa situazione.

  • Centro medico autorizzato
  • Solo psicoterapeuti (psicologi specializzati)
  • Primo colloquio gratuito

Trattamento dell'onicofagia

Esistono diverse strategie per affrontare l’onicofagia, tra cui terapie comportamentali, farmaci e rimedi locali. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è tra le più efficaci perché aiuta a identificare le cause del problema e a sostituire l’abitudine con comportamenti meno dannosi.

Se l’onicofagia è legata ad ansia o disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), il medico può prescrivere farmaci ansiolitici o antidepressivi come gli SSRI. Nei casi più lievi, invece, possono essere utili rimedi locali, come smalti dal sapore amaro, bendaggi, cerotti o guanti. Un'alternativa è tenere la bocca occupata masticando liquirizia o chewing gum senza zucchero nei momenti di tensione.

Anche l’attività fisica aiuta a scaricare lo stress. Discipline come yoga, pilates e meditazione possono favorire il rilassamento. Tuttavia, nei casi più difficili, può essere necessario un supporto professionale per gestire il problema in modo efficace.. 

Se soffri di onicofagia, noi di Serenis offriamo percorsi di psicoterapia che possono supportarti nel tuo processo di guarigione. Il nostro servizio è completamente online e i nostri professionisti hanno in media 13 anni di esperienza.

Puoi accedere al primo colloquio gratuito compilando il nostro questionario. Successivamente le sedute costano 49€ l'una.

Fonti

  • Onychophagia (Nail biting). (n.d.). Psychology Today. https://www.psychologytoday.com/us/conditions/onychophagia-nail-biting
  • Lee, D. K., & Lipner, S. R. (2022). Update on Diagnosis and Management of Onychophagia and onychotillomania. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19(6), 3392. https://doi.org/10.3390/ijerph19063392
  • How biting your nails is affecting your health. (2022, September 2). UCLA Health. https://www.uclahealth.org/news/article/how-biting-your-nails-is-affecting-your-health
  • Shin, J., Roh, D., Son, J., Shin, K., Kim, H., Ko, H., Kim, B., & Kim, M. (2021). Onychophagia: detailed clinical characteristics. International Journal of Dermatology, 61(3), 331–336. https://doi.org/10.1111/ijd.15861
  • Impulse control disorders. (2025, February 7). Cleveland Clinic. https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/25175-impulse-control-disorders
  • Baghchechi, M., Pelletier, J. L., & Jacob, S. E. (2020). Art of Prevention: The importance of tackling the nail biting habit. International Journal of Women’s Dermatology, 7(3), 309–313. https://doi.org/10.1016/j.ijwd.2020.09.008
  • Tlc. (2025, March 6). Cognitive Behavioral therapy for nail biting. The TLC Foundation. https://www.bfrb.org/post/cognitive-behavioral-therapy-for-nail-biting
Il nostro processo di revisione
Scopri di più
Approfondimento
Coinvolgiamo nella stesura dei contenuti clinici terapeuti con almeno 2.000 ore di esperienza.
Verifica
Studiamo le ricerche sul tema clinico e quando possibile le inseriamo in bibliografia.
Chiarezza
Perfezioniamo gli articoli dal punto di vista stilistico privilegiando la comprensione del testo.
Validano gli articoli
Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Leggi la biografia
Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
Leggi la biografia
Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Domenico De DonatisPsichiatra e Direttore Sanitario
Leggi la biografia
Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Pescara con il n° 4336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.
Trova un terapeuta
Primo colloquio gratuito
Primo colloquio gratuito