Obesità infantile: sintomi, cause e come prevenirla

L'obesità infantile è una condizione caratterizzata dall'accumulo eccessivo di tessuto adiposo, spesso causata da fattori come una dieta sbilanciata, mancanza di attività fisica, e influenze genetiche. È cruciale intervenire precocemente con un'educazione alimentare adeguata per prevenire rischi per la salute futura dei bambini.

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Obesità infantile

L'obesità infantile è un problema sempre più diffuso, che in Italia riguarda il 9,8% dei bambini di 8-9 anni

Il problema dell'obesità infantile non riguarda solo l'Italia, ma interessa anche il resto d’Europa. Secondo i dati del COSI, tra il 2018 e il 2020 il 29% dei bambini tra i 7 e i 9 anni risultava sovrappeso o obeso.

Ancora più allarmanti sono le previsioni del World Obesity Atlas 2023, che stima un incremento del 61% nei ragazzi obesi e del 75% nelle ragazze obese tra i 5 e i 19 anni dal 2020 al 2035.

Le principali cause dell'obesità infantile includono una carenza di educazione alimentare e una predisposizione a disturbi alimentari come il binge eating e la sindrome da alimentazione notturna. Questa condizione ha gravi ripercussioni sulla salute fisica, mentale e sociale dei bambini obesi. Per questo motivo è fondamentale fornire ai giovani una solida educazione alimentare per migliorare il loro rapporto con il cibo e promuovere abitudini alimentari sane.

Cos'è l'obesità infantile?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l'obesità come una malattia multifattoriale caratterizzata dall'accumulo eccessivo di tessuto adiposo e peso corporeo. Tale condizione può portare a conseguenze sulla salute, ad esempio sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione.

Se non trattata in età pediatrica, questa condizione persiste nel 70% dei casi nell'età adulta.

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Come si misura l'obesità nei bambini?

Nei bambini il calcolo dell'obesità avviene in maniera differente rispetto a come si fa negli adulti. Viene infatti preso sempre in considerazione l'Indice di Massa Corporea (BMI), ma questo viene poi confrontato con le curve di crescita sviluppate dall'OMS. Queste tabelle definiscono i percentili di BMI specifici per età e sesso del bambino.

I valori di BMI vengono classificati nel seguente modo:

  • Sottopeso: BMI inferiore al 5° percentile per età e sesso.
  • Normopeso: BMI compreso tra il 5° e l'85° percentile per età e sesso.
  • Sovrappeso: BMI tra l'85° e il 94° percentile per età e sesso.
  • Obesità: BMI pari o superiore al 95° percentile per età e sesso.
  • Obesità grave: BMI pari o superiore al 99° percentile per età e sesso.

Inquadrando il peso di un bambino all'60° percentile, riusciamo a capire che il 60% degli altri bambini dello stesso sesso e della stessa età ha un BMI inferiore.

Il BMI si calcola dividendo il peso del bambino (in chilogrammi) per il quadrato della sua altezza (in metri), secondo la formula:

BMI = peso (kg) / altezza² (m²).

Vediamo un esempio pratico:

Se un bambino pesa 50kg ed è alto 1,20m il suo BMI sarà:

BMI = 50/(1,20*1,20) = 34,72.

Una volta ottenuto questo valore, per completare la valutazione, sarà necessario andarlo a confrontare con le tabelle dei percentili.

Bambino obeso che si pesa

Obesità infantile in Italia

Secondo il rapporto COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative) l'Italia è quarta in Europa per prevalenza di sovrappeso e obesità infantile, con un tasso di sovrappeso appena al di sotto del 40%. Considerando invece la sola obesità, L'Italia si classifica seconda in Europa, subito dopo la Spagna.

In Italia all'età di 8 anni il 39% dei bambini è in sovrappeso, mentre il 17% risulta obeso.

Obesità infantile: fattori di rischio e cause

L'obesità infantile deriva da una combinazione di fattori genetici, ambientali e comportamentali. Vediamoli nel dettaglio:

  • ore di sonno insufficienti
  • ridotta o assente attività fisica
  • consumo abituale di cibo ad alto contenuto calorico e bassa densità nutrizionale
  • consumo frequente di snack e bibite zuccherate
  • spuntini frequenti fuori pasto
  • bassa assunzione di frutta e verdura

Molte di queste abitudini sono facilitate dalle disuguaglianze sociali ed economiche, che pongono i bambini in ambienti obesogenici. Questi ambienti incentivano il consumo di alimenti poco salutari e uno stile di vita sedentario.

In alcuni casi l'obesità infantile è favorita dalla predisposizione genetica ad accumulare grasso corporeo.

Qual è l'impatto dell'obesità infantile sulla salute fisica e mentale?

L'obesità infantile può favorire la resistenza all’insulina o lo sviluppo di patologie come il diabete di tipo 2, l'ipertensione, problemi cardiaci, steatosi epatica, infiammazioni gastrointestinali, problemi ortopedici e apnee notturne.

Salute mentale e obesità infantile sono strettamente correlate. Il bambino può sviluppare:

  • una concezione negativa della propria immagine corporea
  • incapacità nel regolare le proprie emozioni
  • ansia
  • depressione
  • disturbi alimentari
  • disturbo ossessivo-compulsivo

Non dimentichiamo inoltre che l'obesità infantile può esporre al rischio di subire bullismo, discriminazioni e molestie. Il rischio è che il bambino si isoli progressivamente rifiutando il contatto con i suoi coetanei oppure che sviluppi, soprattutto durante l'adolescenza, una percezione distorta del suo corpo e una preoccupazione eccessiva per la forma fisica e la massa muscolare (vigoressia).

Come far dimagrire bambina obesa

Obesità infantile: prevenzione e intervento precoce

La prevenzione è essenziale per evitare i numerosi problemi causati dall’obesità: cambiare stile di vita è il primo passo per curare questa patologia. La Società Italiana di Pediatria raccomanda di iniziare il percorso preventivo sin dalla gravidanza: i primi 1000 giorni di vita di un essere umano rappresentano un periodo fondamentale per la sua salute futura.

Ruolo dell'alimentazione e dell'attività fisica

Per combattere l'obesità infantile è necessario mettere in atto una vera e propria educazione alla salute.

Un'alimentazione sana aiuta a prevenire l'obesità e le patologie connesse mentre l'attività sportiva non solo promuove la salute fisica ma favorisce il benessere sociale e psicologico infantile, diventando uno strumento importante in termini di prevenzione ma anche di socializzazione e interazione tra coetanei.

Oltre a lavorare sull'alimentazione e sull'attività fisica, è fondamentale un approccio che coinvolga diversi professionisti, come nutrizionisti, psicologi e medici, e che comprenda anche scuole e famiglie. Solo così è possibile creare un ambiente che supporti scelte sane e aiuti i bambini a migliorare il loro stile di vita in modo duraturo.

Trattamenti e terapie disponibili

L'obiettivo dei trattamenti relativi all'obesità infantile non deve essere la proposizione di un regime dietetico quanto una revisione dello stile di vita del piccolo e dell'intera famiglia.

Per questo motivo è fondamentale condurre il bambino verso un percorso di alimentazione consapevole (mindful eating) piuttosto che di restrizione e limitazione. Privare un bambino del cibo può avere conseguenze sul suo rapporto con l'alimentazione ma anche sulla sua autostima e sullo sviluppo della sua autonomia. Eventuali regimi dietetici devono essere seguiti soltanto su raccomandazione dello specialista o da uno dei centri specializzati nella cura di disturbi alimentari dislocati sul territorio nazionale.

La terapia psicologica è un supporto prezioso nella lotta all'obesità infantile: spesso, con il passare del tempo, si instaura un certo adattamento del bambino alla sua situazione, una tolleranza alla derisione e un’accettazione del proprio corpo che possono ostacolare il successo delle cure e della rieducazione.

La terapia cognitivo comportamentale unita al trattamenti comportamentali sulla famiglia possono garantire una migliore adesione al programma di rieducazione fisica e alimentare del bambino.

Educazione e sensibilizzazione

Mangiare è un atto strettamente associato alla sopravvivenza ma anche alla nozione di piacere: dimenticare questa caratteristica significherebbe condannare al fallimento qualsiasi politica di prevenzione dell’obesità. La chiave per combattere questa patologia è racchiusa in due semplici ma fondamentali parole: educazione e sensibilizzazione.

L'educazione coinvolge scuola e famiglia mentre la sensibilizzazione passa anche attraverso iniziative come la Giornata Mondiale del Fiocchetto Lilla, nata per puntare il focus sui disturbi del comportamento alimentare.

L'alimentazione è spesso connessa con le emozioni e con i nostri bisogni emotivi più profondi e nascosti. La psicoterapia online di Serenis è al tuo fianco per aiutare tuo figlio a imparare la gestione delle sue emozioni e a recuperare un rapporto sano, naturale e piacevole con il cibo.

Fonti:

  • Uix. (2020, October 2). Obesità infantile: quello che devi sapere. Società Italiana Di Pediatria. https://sip.it/2017/12/18/obesita-infantile-quello-devi-sapere/
  • Raccomandazioni per la diagnosi e il trattamento ambulatoriale dell'obesità infantile in età evolutiva. (n.d.). Ministero Della Salute. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1000_listaFile_itemName_1_file.pdf
  • Ministero della Salute. (n.d.). Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla 2023. https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=6190
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Federico RussoPsicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
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Psicologo e psicoterapeuta con 8 anni di Esperienza. Iscrizione all’Ordine degli Psicologi - Regione Puglia, n° 5048. Laurea in Psicologia clinica e della salute, Università degli Studi di Chieti. Specializzazione in Psicoterapia presso l'Istituto S. Chiara. Crede che la parte migliore del suo lavoro sia il risultato: l’attenuazione dei sintomi, la risoluzione di una difficoltà, il miglioramento della vita delle persone.
Dott.ssa Martina MiglioreDirettore della Formazione e dello Sviluppo
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Romana trapiantata in Umbria. Laureata in psicologia e specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ex-ricercatrice in Psicobiologia e psicofarmacologia. Visione pratica e creativa del mondo, amo le sfide e trovare soluzioni innovative. Appassionata di giochi di ruolo e cultura pop, li integro attivamente nelle mie terapie. Confermo da anni che parlare attraverso ciò che amiamo rende più semplice affrontare le sfide della vita.
Domenico De DonatisPsichiatra e Direttore Sanitario
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Domenico De Donatis è un medico psichiatra con esperienza nella cura dei disturbi psichiatrici. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Parma, ha poi ottenuto la specializzazione in Psichiatria all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Registrato presso l'Ordine dei Medici e Chirurghi di Pescara con il n° 4336, si impegna a fornire trattamenti mirati per migliorare la salute mentale dei suoi pazienti.
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