Diventare neogenitori: che cosa succede quando nasce un bebè
Esplora il viaggio emozionante e trasformativo di diventare neogenitori. Scopri sfide, gioie e consigli per affrontare questa meravigliosa fase della vita familiare.

Punti chiave
- Diventare neogenitori: essere neogenitori significa affrontare nuove responsabilità e cambiamenti profondi nella vita quotidiana. Il legame con il bambino si sviluppa nei primi momenti, influenzando il suo benessere emotivo. È importante trovare un equilibrio tra il nuovo ruolo e la propria identità personale.
- Cosa aspettarsi dopo il parto: dopo la nascita, mamma e bambino vengono monitorati per garantire il loro benessere. Nei primi giorni, il neonato è sottoposto a controlli medici e allo screening metabolico. Il rooming-in favorisce il contatto madre-figlio, essenziale per lo sviluppo emotivo del piccolo.
- Come affrontare la neogenitorialità: il rientro a casa richiede un adattamento a nuove abitudini e ritmi. Ansia e stanchezza sono normali, ma il supporto del partner e, se necessario, della psicoterapia può essere d’aiuto. Creare un ambiente sereno aiuta il bambino a sviluppare sicurezza e fiducia.
Cosa aspettarsi i dopo il parto
Anche se, a seconda che il parto sia avvenuto in modo naturale o con cesareo, possono esserci alcune lievi differenze nell’iter da seguire successivamente alla nascita, è sempre necessario monitorare lo stato di salute della mamma e del bambino. Anzi, appena tra i due viene stabilito il primo contatto, nei momenti immediatamente successivi al parto, viene svolta un’osservazione clinica da parte dell’ostetrico per misurare i parametri vitali. Vengono quindi rilevate, ad esempio, la temperatura corporea e la frequenza cardiaca. L'attenzione per il bambino si manifesta con misure specifiche come la maternità anticipata e prosegue dopo la nascita con congedi parentali.
Durante i primi giorni di vita del bambino inizia il ciclo familiare:
- Per tutto il breve periodo in cui il bambino rimarrà in degenza in ospedale (2-3 giorni), verranno svolti dei controlli quotidiani per assicurarsi che lo sviluppo sia regolare e il piccolo versi in buono stato di salute. Infine, in caso di necessità, i bambini che ne avranno bisogno potranno essere sottoposti alla ventilazione assistita.
- Infine, dopo 4-5 giorni dalla nascita, quindi quando il bambino è già a casa, il neonatologo esegue ulteriori controlli che hanno una doppia funzione: monitorare lo sviluppo del piccolo e rassicurare i genitori, rispondendo a tutte le domande e i dubbi che possono essere insorti nel frattempo.
- Ai neonati viene anche effettuato uno screening metabolico attraverso un piccolo prelievo dal tallone, allo scopo di individuare precocemente l’eventuale presenza di molte patologie.
Durante i giorni di degenza in ospedale, viene effettuato il rooming-in, ovvero la procedura che porterà il bambino a rimanere tutto il tempo in stanza con sua madre (a parte quando questa sente il bisogno di riposare, quando il piccolo verrà affidato alle cure di ostetriche e infermiere).
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Che cosa significa essere neogenitori?
La neo-genitorialità comporta significativi cambiamenti, poiché i genitori devono riorganizzare le proprie priorità e routine, trovando un equilibrio tra il nuovo ruolo genitoriale e la propria identità personale, spesso affrontando sfide emotive e sociali. Questi cambiamenti, a volte, posso anche portare a dei problemi familiari a cui i neo-genitori devono far fronte, mettendo alla prova anche la loro capacità di risolvere i problemi.
Inoltre, il legame con il bambino inizia fin dai primi istanti e richiede presenza, pazienza e capacità di ascolto. I genitori devono imparare a gestire il sonno interrotto, i bisogni costanti del neonato e le proprie emozioni, spesso contrastanti.

Il rientro a casa da neogenitori
È fondamentale vivere questi primi istanti di rientro a casa con serenità, dal momento che per i neogenitori sarà l’inizio del processo di adattamento a una vita completamente nuova: dovranno imparare a essere madre e padre, abituarsi alle notti insonni e ai continui bisogni del bambino.
È proprio nelle prime interazioni, infatti, che inizia a formarsi la capacità di risonanza emotiva del bambino, ovvero l’abilità automatica di recepire lo stato emotivo degli altri, elaborarlo e reagire di conseguenza.
Questa capacità si costituisce e si rafforza grazie ai continui scambi con i genitori, che devono essere coerenti e disposti ad accogliere le richieste del loro piccolo, accettando sia le sue emozioni positive, sia quelle negative: solo in questo modo il bambino imparerà ad acquisire, gradualmente, una consapevolezza dei suoi stati interni e a modularli in base alle necessità e alle richieste dell’ambiente.
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Il punto di vista dei neogenitori
I neogenitori devono tutelare anche il loro stesso benessere psicologico, dal momento che la nascita di un figlio rappresenta un evento tanto meraviglioso quanto sconvolgente, che ha bisogno del suo tempo per essere assimilato.
Lo scombussolamento che comporta la nascita di un bambino implica non solo un aumento esponenziale delle responsabilità, ma richiede anche di misurarsi con una serie di compiti che non è mai stato necessario affrontare prima, come ad esempio confrontarsi con un bambino arrabbiato. Per questo non è insolito che neomamme e neopapà accusino delle crisi di ansia perché non si sentono all’altezza di ciò che sono chiamati a fare e hanno paura di non essere in grado di gestire il peso che si aggiunge sulle loro spalle. Può capitare anche avere la percezione di non voler tornare a casa dopo lavoro.
Non solo: la difficoltà della maternità e della paternità è dovuta anche all’adattamento che deve conseguirne, possono non essere affatto semplici da affrontare, complici le fluttuazioni umorali che naturalmente hanno luogo nel corpo di una donna reduce da un parto. Da questo tumulto può derivare la famosa depressione post partum, che assomiglia, in quanto a sintomatologia, a una vera e propria depressione, corredata da ansie e pensieri negativi legati alla gestione del bambino ma, fortunatamente, regredisce spontaneamente dopo non troppo tempo. In alternativa, si parla di burnout genitoriale.
In ogni caso, saranno i contatti che ogni giorno si innescano con il piccolo ad aiutare i neogenitori a trovare la loro strada e, dopo il primo periodo di adattamento, si renderanno conto di possedere tutte le capacità per affrontare qualsiasi tipo di sfida. Considerare la terapia familiare può essere un grande aiuto.

Neogenitori e psicoterapia
Diventare genitori è un’esperienza intensa che porta gioia, ma anche stress e cambiamenti importanti. Molti neogenitori affrontano ansia, stanchezza e senso di inadeguatezza. La psicoterapia può offrire un supporto utile per gestire la genitorialità e le sue difficoltà. Se senti di avere bisogno di un supporto psicologico, puoi contattare noi di Serenis.
Il servizio è completamente online, psicologi specializzati con in media 13 anni di esperienza. Puoi ottenere un primo colloquio gratuito compilando il nostro questionario, successivamente le sedute costano 49€.