Disturbi del linguaggio: definizione e trattamento
I disturbi del linguaggio sono una sfida significativa che colpisce sia i bambini che le loro famiglie. È importante riconoscere precocemente i segnali di questo disturbo per garantire interventi tempestivi e risultati migliori nel lungo termine.

Punti chiave
- Cosa sono i disturbi del linguaggio: I disturbi riguardano difficoltà nell'acquisire o usare il linguaggio, influenzando la comprensione o la produzione di parole e frasi. Possono derivare da cause genetiche, neurologiche o ambientali.
- Tipologie di disturbi: Si distinguono in disturbi primari (come fonoarticolatori e balbuzie) e secondari (come afasie, spesso legati a lesioni cerebrali). Ogni tipo colpisce specifici aspetti del linguaggio, dalla produzione alla comprensione.
- Trattamenti efficaci: Interventi precoci, terapia del linguaggio, supporto educativo e coinvolgimento dei genitori sono strategie fondamentali per il miglioramento. Un sostegno psicologico può inoltre aiutare a gestire emozioni legate alla frustrazione e ansia.
Cosa sono i disturbi del linguaggio?
Il Disturbo del Linguaggio è un disturbo del neurosviluppo che si manifesta con un ritardo nella crescita linguistica, senza la presenza di difficoltà cognitive, sensoriali, motorie, emotive o ambientali significative.
Anche se il linguaggio si sviluppa con grande variabilità nei primi anni di vita, generalmente a un anno il bambino inizia a pronunciare le prime parole. Entro i due anni, il vocabolario di un bambino di solito conta circa 100 parole e inizia a combinare due termini, ad esempio “mamma acqua” per esprimere “mamma voglio l’acqua”, spesso accompagnato da gesti.
Dopo i 2 anni e mezzo, si verifica una rapida espansione del vocabolario, con l'acquisizione di molte nuove parole e la capacità di formare frasi più complesse di tre o più parole.
Cause e fattori di rischio
Le cause dei disturbi del linguaggio possono essere molteplici, in particolare gli esperti includono:
- fattori genetici: possono avere una componente genetica, con una predisposizione ereditaria che influisce sullo sviluppo del linguaggio;
- problemi neurologici: lesioni cerebrali, anomalie neurologiche o disfunzioni del sistema nervoso possono interferire con il normale sviluppo del linguaggio;
- ambiente familiare: bambini con limitate opportunità di esposizione al linguaggio o con un ambiente poco stimolante possono essere più inclini a sviluppare disturbi del linguaggio;
- esposizione a traumi o malattie: traumi cranici, infezioni cerebrali, o malattie durante lo sviluppo possono influenzare negativamente l'acquisizione e l'uso del linguaggio;
- fattori ambientali e socioeconomici: condizioni socio-economiche sfavorevoli, basso livello di istruzione dei genitori, mancanza di accesso a risorse educative e linguistiche possono contribuire ai disturbi del linguaggio;
- disturbi dello sviluppo: disturbi dello sviluppo, come il disturbo dello spettro autistico o la sindrome di Down, sono associati a una maggiore incidenza di disturbi del linguaggio.
Come si manifestano i disturbi del linguaggio
Nonostante la diagnosi possa essere fatta a partire dai 4 anni, è importante stare attenti ai segnali che si possono manifestare prima, circa all'età di 3 anni.
Alcuni campanelli d'allarme che possono far pensare ad un disturbo del linguaggio e vanno approfonditi sono:
- A 12 mesi: difficoltà nel comprendere e assenza delle prime parole.
- A 24 mesi: difficoltà di comprensione e vocabolario limitato (meno di 10 parole).
- A 30 mesi: difficoltà di comprensione e vocabolario sotto le 50 parole, senza combinazioni di parole per esprimere i propri bisogno.
- Dopo i 30 mesi: difficoltà di comprensione e assenza di frasi, anche semplici.
Rimane importante sottolineare che questi campanelli d'allarme vanno analizzati da un professionista.
Tipologie di disturbi del linguaggio
Il cervello è diviso in due emisferi distinti. L'area di Broca e l'area di Wernicke si trovano generalmente nell'emisfero sinistro del cervello nelle persone di mano destra, mentre possono localizzarsi nell'emisfero destro nelle persone di mano sinistra o in casi di lateralizzazione inversa. L'area di Wernicke, responsabile della comprensione del linguaggio, ci permette di interpretare i messaggi altrui, mentre l'area di Broca è coinvolta nella produzione del linguaggio, consentendoci di formulare frasi coerenti e di comunicare verbalmente. Tuttavia, lesioni in queste regioni possono causare disturbi del linguaggio, influenzando la produzione o comprensione del linguaggio. I disturbi del linguaggio si suddividono in:
- Disturbi primari (o specifici del linguaggio): indipendenti da problemi cognitivi, relazionali, neuromotori o sensoriali. A loro volta si suddividono in:
- disturbo fonoarticolatorio: capacità di produrre suoni e articolare correttamente le parole;
- disturbo ricettivo: interferiscono con la capacità di riconoscere e interpretare suoni. Esempio sono le agnosie, che causano difficoltà nel riconoscere suoni precedentemente noti;
- disturbo espressivo:capacità di produrre il linguaggio in modo fluente e coerente;
- balbuzie: disturbo che causa ripetizioni involontarie di suoni o sillabe durante il parlato.
- Disturbi secondari: derivanti da altre condizioni come lesioni cerebrali, autismo, o ADHD.
- le afasie, ad esempio, sono una forma comune di disturbo centrale e possono manifestarsi come afasia di Broca, caratterizzata da difficoltà nella produzione linguistica, o afasia di Wernicke, che influisce sulla comprensione del linguaggio.
Per comprende appieno questi disturbi, è importante considerare lingua e linguaggio essere due concetti distinti: Il linguaggio si riferisce al processo complesso di codificazione e decodificazione delle informazioni linguistiche, mentre la lingua rappresenta il sistema di simboli e regole utilizzato per comunicare.
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Disturbi specifici del linguaggio e DSA
I disturbi specifici del linguaggio sono considerati il predittore più affidabile dei disturbi dell'apprendimento, secondo numerosi autori e dati di ricerca. Ad esempio, quando un bambino, dopo i quattro anni, presenta ancora alterazioni fonologiche significative, c'è un'alta probabilità, dell'80%, che sviluppi un disturbo dell'apprendimento. Inoltre sono collegati anche alla neurodivergenza. Tuttavia, c'è ancora molta confusione e disinformazione su questo tema, pertanto abbiamo riassunto nella tabella seguente le credenze errate più comuni sui disturbi del linguaggio:
Credenza errata | Spiegazione |
---|---|
Attribuzione della colpa ai genitori | Si crede che i disturbi del linguaggio siano causati da una mancanza di stimolazione linguistica da parte dei genitori. Questa convinzione può portare a sentimenti di colpa e ritardi nell'identificazione e trattamento. |
Semplice ritardo di sviluppo | Si pensa che i bambini che parlano tardi si stiano solo sviluppando a un ritmo più lento e che eventuali problemi di linguaggio si risolveranno da soli. |
Mancanza di intelligenza | C'è l'idea errata che i bambini con disturbi del linguaggio siano meno intelligenti degli altri. In realtà, i disturbi del linguaggio non sono indicatori di intelligenza. |
Mancanza di trattamento efficace | Alcuni credono che non ci siano trattamenti efficaci per i disturbi del linguaggio e che i bambini semplicemente "cresceranno" da soli. |
Associazione tra balbuzie e linguaggio | La balbuzie viene erroneamente considerata un disturbo del linguaggio, ma è un problema nella catena pneumo-articolatoria, non un problema concettuale nel linguaggio. |
Associazione tra dislessia e linguaggio | La dislessia non è un disturbo del linguaggio, ma coinvolge altre componenti cognitive. |
Desiderio di rimanere piccoli | L'errata convinzione che i bambini possano parlare male perché desiderano rimanere piccoli non ha fondamento. |
Trattamento inadeguato | Alcune persone credono che i disturbi del linguaggio non possano essere trattati in modo efficace. Tuttavia, esistono molti approcci terapeutici comprovati. |
Trattamento dei disturbi del linguaggio
Tra le strategie di trattamento e gestione dei disturbi del linguaggio più efficaci, gli esperti includono:
Strategia di trattamento | Descrizione |
---|---|
Terapia del linguaggio | Attività mirate a migliorare le abilità linguistiche attraverso esercizi di fonetica, comprensione del linguaggio, e espansione del vocabolario. |
Intervento precoce | Iniziare la terapia del linguaggio il prima possibile per massimizzare le probabilità di successo e mitigare gli effetti negativi sullo sviluppo del bambino. |
Supporto educativo | Adattamenti curriculari, supporto da parte di insegnanti specializzati e accesso a risorse aggiuntive nelle scuole. |
Coinvolgimento dei genitori | Ruolo attivo dei genitori nel supportare e rinforzare le abilità linguistiche del bambino attraverso attività quotidiane e interazioni stimolanti. |
Terapia multidisciplinare | Coinvolgimento di diversi professionisti della salute per fornire un trattamento completo e personalizzato |
Inoltre il sostegno di uno psicologo può rivelarsi fondamentale in questi casi. Le persone affette da tali disturbi spesso vivono sensazioni di frustrazione, ansia e bassa autostima a causa delle sfide linguistiche che affrontano. Il sostegno psicologico offre loro un ambiente sicuro in cui possono esprimere liberamente le proprie emozioni e acquisire strategie di coping per gestire lo stress associato. In qualità di centro medico autorizzato, Serenis offre servizi di supporto psicologico online, adattati sia ai genitori che alle persone affette dai disturbi del linguaggio. Possiamo aiutarti a sviluppare strategie di coping efficaci e promuovere il benessere generale.
Fonti:
- Marotta, Luigi, and Maria Cristina Caselli. I disturbi del linguaggio: Caratteristiche, valutazione, trattamento. Edizioni Centro Studi Erickson, 2014.
- Sabbadini, Letizia. Disturbi specifici del linguaggio, disprassie e funzioni esecutive. Milano: Springer, 2013.
- Coffre, A., et al. "Screening dei disturbi del linguaggio orale nel bambino e loro classificazione." EMC-Otorinolaringoiatria 21.3 (2022): 1-10.
- Favilla, Mariaelena, and Lucia Ferroni. "Disturbi del linguaggio e neurolinguistica." (2009): 1-188.